

Desertus Bikus 2026: 1.217 km al limite delle proprie forze
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Attraversare la Spagna in bicicletta, superare i Pirenei, affrontare più di 1200 chilometri di caldo, dislivelli e percorsi impegnativi: alla Desertus Bikus 2026, Thomas Davtin ha vissuto ben più di una semplice gara. Una vera e propria esperienza di superamento dei propri limiti.
Per 97 ore, il tempo non si conta più in giorni, ma in chilometri, in salite e in minuti strappati al sonno. In questo tipo di prova, le notti quasi non esistono più: solo qualche pisolino per ripartire, recuperare quel tanto che basta, poi risalire in sella.
Il corpo si stanca. Le gambe bruciano. La lucidità cala. Ma bisogna continuare.
In totale, 1.217 chilometri suddivisi in tre grandi sezioni:
- 405 km e 4.570 m di dislivello positivo
- 336 km e 2.714 m di dislivello positivo
- 476 km e 8.334 m di dislivello positivo
Cifre impressionanti, ma che raccontano solo una parte della storia. Perché la realtà della Desertus Bikus si gioca altrove: nelle ore di solitudine, nei momenti di dubbio, nel caldo opprimente, nei lunghi tratti di ghiaia friabile… e negli imprevisti.
Nel cuore di un tratto impegnativo, un violento urto sulla ruota anteriore provoca lo scoppio dello pneumatico e della camera d’aria. L'attrezzatura, tuttavia, assorbe perfettamente l'impatto: nessuna rottura, nessun guasto alla ruota, che riparte immediatamente dopo la riparazione.
Un'altra difficoltà importante: un errore di interpretazione del tracciato lo porta su un passaggio troppo impegnativo, impraticabile in bicicletta.
Risultato : 17 chilometri a piedi, spingendo la bici su un terreno ripido e tecnico. Un contrattempo che costa in termini di energia e di tempo, ma che non intaccherà la sua determinazione.
Anche questo è l’ultra-distanza: saper gestire l’imprevisto, rimanere lucidi nella fatica e continuare ad andare avanti quando tutto si complica.
In questo contesto estremo, l’affidabilità dell’attrezzatura diventa essenziale. Equipaggiato con le Mavic Allroad SL Carbon, Thomas non ha incontrato alcun problema tecnico lungo l’intero percorso. Nonostante le vibrazioni, gli urti e i tratti più impegnativi, le ruote hanno tenuto il passo dal primo all’ultimo chilometro.
Stessa esigenza per quanto riguarda l'abbigliamento: interamente vestito Mavic, ha potuto contare su attrezzature comode, traspiranti e performanti, indispensabili quando si trascorrono quasi quattro giorni in sella alla bicicletta.
Al termine delle 97 ore, rimane ben più di un tempo. Rimane l'immensa soddisfazione di aver superato gli ostacoli, di aver tenuto duro nonostante la stanchezza e di aver trasformato ogni difficoltà in un progresso.
Perché in una gara come la Desertus Bikus, il traguardo non premia solo la prestazione.
Premia la capacità di spingersi oltre i propri limiti
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